5 Luglio 2514
Lucky Nessie
Richleaf
Sono bloccata a Maracay, una città caotica che non conosco e che non mi piace, e che come dice Ilias assomiglia troppo ad una versione cheap e più sporca di Capital City.
John verrà operato domani e l'occhio sta cominciando a gonfiarsi.
Non riesco a smettere di chiedermi se non avessi potuto fare di meglio, se non avessi potuto aiutarlo come ho aiutato Roona, quella mattina nel capannone.
Avrei potuto ma non l'ho fatto, perché da quando quelli del Ranch hanno cominciato a darmi della strega e a guardarmi storto, non ho mai smesso di vergognarmi per quello che ho accettato di farmi fare.
Continuo a pensare che se lo sapessero i miei genitori, mi guarderebbero con quella loro aria piena di delusione che fa più male di qualsiasi pugno.
Io credo in Dio e rispetto l'umanità che ci ha donato; ma c'è una guerra da vincere, e se gli upgrade genetici possono aiutarmi ad andare fino in fondo, allora sono disposta a farmi sostituire tutta quanta, pezzo per pezzo.
In fondo ho sempre sospettato che mi aspettasse l'inferno, e allora tanto vale andarci con pezzi di cervello modificati in modo da ritardare il più possibile la mia discesa fra le sacre fiamme, e amen.
Vorrei essere al capezzale di Eir.
Conosco John appena, ma sono al suo fianco perché così mi ha detto Jack e perché così è giusto che sia; in fondo questo è il nocciolo di ogni guerra: essere in un posto contro la propria volontà, perché è giusto così.
Ilias mi ha detto che Cuor di Panna è stata colpita al rene; quando me l'ha detto mi sono sentita come se un ago arroventato mi trapassasse da parte a parte, come se il suo corpo fosse il mio e non ci sia neppure un velo a separarci l'una dall'altra.
Mi chiedo cosa stia facendo Jack sulla Almost Home, come abbia intenzione di riprendersi la sua nave (perché sa Iddio se non se la riprenderà).
Mi chiedo cosa stiano facendo tutti, e soprattutto mi chiedo cosa stia facendo io, imbarcata in una guerra senza speranza e senza vittorie, ma con un mucchio di morti seminati alle nostre spalle.
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giovedì 5 luglio 2012
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domenica 1 luglio 2012
1 Luglio 2514
Almost Home
Greenfield
È uscito fuori dalle fottute pareti.
Ed è uscita fuori dalla mia fottuta testa.
Credevo che urlassero watch! e invece urlavano witch!
Chissà alla fine quale dei due mutanti ha fatto più danni a Roona.
Almost Home
Greenfield
È uscito fuori dalle fottute pareti.
Ed è uscita fuori dalla mia fottuta testa.
Credevo che urlassero watch! e invece urlavano witch!
Chissà alla fine quale dei due mutanti ha fatto più danni a Roona.
sabato 26 maggio 2012
26 Maggio 2514
Almost Home
Greenfield
Ho passato quasi due settimane a Capital City.
Mi sono sentita chiamare terrorista, scarafaggio, perdente.
Ci odiano senza nessun motivo.
(Preston diceva sempre che se qualcuno ti odia senza nessun motivo, allora devi dare al bastardo un buon motivo.)
Trovare un passaggio fino a Safeport non è stato facile, neanche avendo i soldi per pagare: non sono molte le compagnie commerciali disposte ad avventurarsi fino nell'Outer-Rim, ma alla fine sono riuscita a trovare qualcuno disposto ad avermi come passeggera.
Impazzirei, se dovessi vivere nella vita di plastica di Capital City per tutta la vita.
Dove tutto è artificiale: l'acqua, le piante, il cibo, la gente.
Soprattutto la gente, gente che non è mai andata più in là di Horyzon e che però odia in maniera indiscriminata e totale noi dell'Outer-Rim.
Perché ci odino, perché abbiano voluto farci del male.. per me resta un mistero.
Su Safeport ho incontrato Ritter.
Ho battezzato i wc dell'Hyperion vomitandoci dentro talmente tante volte da aver perso il conto.
Forse farsi impiantare quella cosa non è stata una buona idea.
Quando mi avevano detto che avrei subito una leggera e passeggera sensazione di malessere non credevo che intendessero questo.
È come se qualcuno mi avesse rimescolato il sangue e le viscere senza anestesia.
Adesso seo quali sono gli effetti di questo simpatico upgrade genetico: sento l'aria che si sposta attorno a me, quando mi concentro. Ma non ho mai provato a concentrarmi per più di una frazione di secondo: ho come l'impressione che mi debba esplodere il cervello.
Spero che Eleazar tenga la bocca chiusa. Non voglio che né Eir, né Jack lo sappiano.
..Ritter dovrà tenere la bocca chiusa su un sacco di cose, ora che ci penso.
Quando penso a lui ed Eir insieme, per sempre, sposati.. mi si chiude lo stomaco.
Chiudo gli occhi e non ho difficoltà ad immaginarli felici&contenti da qualche parte, forse su Greenfield.
Non ho difficoltà ad immaginare Cuor di Panna molto lontano da me e da Jack e da tutto questo sangue e questa morte e questi pericoli.
Non penso che Eir sia intenzionata a lasciarci, per il momento.
Ma cosa succederebbe, di me e di Jack e della Almost Home, se un giorno Eir realizzasse che Eleazar è molto più importante della nostra Causa, e che essere felici, anche solo per un secondo, è più importante di qualsiasi vittoria?
Questo è un mestiere per gente che non ha nulla, nulla da perdere, e al momento Sterling ha un mucchio di cose più dolci a cui pensare.
Nessuno penserebbe davvero a fare la guerra, se fosse felice.
Ho ripagato la mia promessa a Roona: quando ci incontrammo, molto tempo fa, non ero nient'altro che una stracciona malnutrita, senza un soldo in tasca per mangiare.
Mi regalò una mela e mi disse che avrei potuto ripagare il mio debito facendo qualcosa per qualcuno che ne aveva davvero bisogno.
Siamo pari, Wilson.
- La scrittura si interrompe e viene ripresa con una penna diversa. La calligrafia è tremula. -
Hanno sparato a Quinn. Devo trovare Eir ed assicurarmi che stia bene e che non fosse con lei, questa volta.
Almost Home
Greenfield
Ho passato quasi due settimane a Capital City.
Mi sono sentita chiamare terrorista, scarafaggio, perdente.
Ci odiano senza nessun motivo.
(Preston diceva sempre che se qualcuno ti odia senza nessun motivo, allora devi dare al bastardo un buon motivo.)
Trovare un passaggio fino a Safeport non è stato facile, neanche avendo i soldi per pagare: non sono molte le compagnie commerciali disposte ad avventurarsi fino nell'Outer-Rim, ma alla fine sono riuscita a trovare qualcuno disposto ad avermi come passeggera.
Impazzirei, se dovessi vivere nella vita di plastica di Capital City per tutta la vita.
Dove tutto è artificiale: l'acqua, le piante, il cibo, la gente.
Soprattutto la gente, gente che non è mai andata più in là di Horyzon e che però odia in maniera indiscriminata e totale noi dell'Outer-Rim.
Perché ci odino, perché abbiano voluto farci del male.. per me resta un mistero.
Su Safeport ho incontrato Ritter.
Ho battezzato i wc dell'Hyperion vomitandoci dentro talmente tante volte da aver perso il conto.
Forse farsi impiantare quella cosa non è stata una buona idea.
Quando mi avevano detto che avrei subito una leggera e passeggera sensazione di malessere non credevo che intendessero questo.
È come se qualcuno mi avesse rimescolato il sangue e le viscere senza anestesia.
Adesso seo quali sono gli effetti di questo simpatico upgrade genetico: sento l'aria che si sposta attorno a me, quando mi concentro. Ma non ho mai provato a concentrarmi per più di una frazione di secondo: ho come l'impressione che mi debba esplodere il cervello.
Spero che Eleazar tenga la bocca chiusa. Non voglio che né Eir, né Jack lo sappiano.
..Ritter dovrà tenere la bocca chiusa su un sacco di cose, ora che ci penso.
Quando penso a lui ed Eir insieme, per sempre, sposati.. mi si chiude lo stomaco.
Chiudo gli occhi e non ho difficoltà ad immaginarli felici&contenti da qualche parte, forse su Greenfield.
Non ho difficoltà ad immaginare Cuor di Panna molto lontano da me e da Jack e da tutto questo sangue e questa morte e questi pericoli.
Non penso che Eir sia intenzionata a lasciarci, per il momento.
Ma cosa succederebbe, di me e di Jack e della Almost Home, se un giorno Eir realizzasse che Eleazar è molto più importante della nostra Causa, e che essere felici, anche solo per un secondo, è più importante di qualsiasi vittoria?
Questo è un mestiere per gente che non ha nulla, nulla da perdere, e al momento Sterling ha un mucchio di cose più dolci a cui pensare.
Nessuno penserebbe davvero a fare la guerra, se fosse felice.
Ho ripagato la mia promessa a Roona: quando ci incontrammo, molto tempo fa, non ero nient'altro che una stracciona malnutrita, senza un soldo in tasca per mangiare.
Mi regalò una mela e mi disse che avrei potuto ripagare il mio debito facendo qualcosa per qualcuno che ne aveva davvero bisogno.
Siamo pari, Wilson.
- La scrittura si interrompe e viene ripresa con una penna diversa. La calligrafia è tremula. -
Hanno sparato a Quinn. Devo trovare Eir ed assicurarmi che stia bene e che non fosse con lei, questa volta.
domenica 25 marzo 2012
In memory of Buck Blackbourne, soldier.
25 Marzo 2514
Greenfield
Almost Home
Buck mi diceva sempre che dovevo mangiare di
più.
A volte mi chiedevo se soppesasse anche le
vacche del Black Oak con quello stesso occhio critico, prima di mandarle al
macello.
Ma era uno sguardo buono, quello di Buck
Blackbourne.
Una volta, al mercato, ho convinto Roona ad
addebitare non so quante confezioni di marmellata sul conto del dottore. Lui
non mi ha mai rimproverata.
Buck era una brava persona.
Una brava persona come ce ne sono tante, da
questa parte della barricata.
Una brava persona come ce ne sono tante, nelle
fosse.
Mi ricordo di quando mi disse che era stanco
di tenere la testa sotto la sabbia; stanco di subire, di stare a guardare, di
piegarsi; Buck era uno di quegli uomini che si piegano se devono, ma non si
spezzano. Mai.
Come i giunchi sul lago oltre il ranch dei
Copperfield, a Bullfinch.
Buck Blackbourne era un soldato, come noi e
molti altri, e un giorno questa guerra la vinceremo, e la vinceremo anche in
nome di Buck.
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