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sabato 30 novembre 2013

a farewell to arms

30 Novembre 2515
Bullfinch
Almost Home

Ho una scatola. La tengo sotto il letto. Dentro la scatola ci sono le cose. C'è un dado consumato. Un pacchetto di sigarette ed un accendino con una J incisa sopra. C'è una fotografia: due amici si abbracciano sotto un cartello stradale che indica Timisoara. Adesso c'è anche una lettera (*). Le piastrine, invece, quelle le ho sul cuore.

sabato 13 luglio 2013

so you think you can tell heaven from hell, blue skies from pain?

13 Luglio 2515
All Saints
Outer-Rim


C'è qualcuno in plancia di pilotaggio.
Sento i motori rispondere ai comandi e so che ci stiamo muovendo, ma non so né dove, né da quanto, né perché.
Il tempo diventa un concetto molto labile quando stai chiusa in una cabina che è diventata una cella ed improvvisamente non ha niente da fare se non chiederti a che punto esatto della tua vita Dio abbia deciso di prenderti di mira e fare di te una bambola di pezza da tirare qua e là fra le sorti avverse, fino a vedere la stoffa strapparsi e l'imbottitura fuoriuscire, bianca come una nuvola, dalla giuntura di una spalla.
Zenobia mi guarda piena di rancore.
Ha pisciato sulla moquette come atto di ribellione.
Ti capisco, pasticcino: anche io vorrei pisciarmi sul cuscino, in questo momento.
Montezuma mi guarda sconsolato. Lui lo avrebbe capito.
Altro .. beh, è sempre Altro.
Sento delle voci, ma sono ovattate dalle pareti metalliche che ci separano.
Ogni volta che qualcuno passa davanti alla porta della mia cabina, il cuore mi si ferma perché penso che stiano per entrare e comunicarmi che hanno cambiato idea, che mi abbandoneranno a bordo di un pod nel bel mezzo dell'Outer-Rim. O magari mi spareranno un colpo in testa - a tratti spero di intercettare la traiettoria di un proiettile misericordioso che metta fine a questa sequenza di disgrazie interminabili.
Immagino che ormai l'Aguilar si sia resa conto di quello che è successo, se Lelaine ha fatto effettivamente in tempo ad avvertirla.
Mi tornano in mente gli occhi severi di Nash.
Sono tutt'ora convinta di aver fatto la scelta giusta. Lo avrebbero ucciso senza pensarci due volte.
Anya.
Spero che non sia sola in qualche capsula alla deriva.
Spero che qualcuno la trovi, e spero che stia bene, e spero che non muoia orribilm..
Patrick. Oh mio Dio, Patrick, chissà cosa ne è di lui.
Dio, ti prego, ti supplico, in nome della pietà di Maria e degli Angeli, fa che a Patrick non succeda niente.
Un tonfo. Qualcuno ha fatto cadere qualcosa nella stiva.
Mi sento meschina, ma l'idea che mi stiano portando via tutto quello per cui ho lavorato così duramente in questi mesi mi fa venire voglia di uccidermi. No, di ucciderli.
È così difficile essere una brava persona, Huck.
Huck.
Oh, how I wish you were here.

sabato 6 luglio 2013

the taste of happiness (bittersweet)

6 Luglio 2515
All Saints
Greenfield


L'erba fresca che mi solletica una guancia, il sole caldo sulla pelle che ne risveglia ogni centimetro come una benefica scossa elettrica ed il rumore fragoroso dell'acqua della cascata che si precipita ad unirsi ad altra acqua ed il cielo azzurro, struggente, indimenticabile di Riverside.
I capelli di Huck tra le dita.
Forse è questo quello che significa essere in pace: significa essere sdraiati su un prato senza fare niente, senza pensare niente, lasciando che il tuo respiro si sincronizzi con quello che della persona che hai di fianco, col respiro della terra stessa, dell'acqua, di tutto l'Universo.
Le dita di Huck sulla schiena.
Forse è questo quello che vive la gente normale, la gente che ha deciso di dimenticare, di vivere, di andare avanti. Sono il miglior pilota della galassia, e 'fanculo qualsiasi cosa dica Red Wright in proposito: ho ventitré anni, ho girato il 'Verse in lungo in largo e ne sono sempre uscita viva. Ho una mia nave ed ho dei lavori puliti ed onesti, dove non rischio di morire ammazzata ogni giorno, e di cui non devo vergognarmi di fronte a Dio e alla mia famiglia e a tutte le persone che incontro, perché occuparsi di trasporti per conto della Shouye è una cosa maledettamente rispettabile, talmente rispettabile che persino Mà e Pà potrebbero sorridere e dirmi che sono fieri di me, perché certo quelli della Shouye devono essere tanto diversi da noi e le loro donne ed i loro uomini fanno cose non propriamente ortodosse, ma in nome di Dio sono anche persone per bene e rispettabili, e sì, forse dovrei dirlo ai miei vecchi, che ho ventitré anni e cammino sulle mie gambe, senza bisogno di Jack o di Joe o di chiunque altro, perché finalmente sento di potermela cavare da sola.

Ma poi penso a Joe, e a Jack, e a come vorrei vedere Joe un'ultima volta, un'ultima volta guardarlo negli occhi e cercare di capire se c'è davvero qualcosa di buono o se l'ho solo immaginato.
E penso a Jack, e a quello sguardo così deluso che mi spezza il cuore in frantumi, e penso istintivamente al flacone di Zaleplom 4 che ho quasi finito e senza cui in questo momento mi sembra di non poter vivere.
Penso ad André e alla sua stupida cocciuta speranza senza senso, la speranza di un mondo migliore che nessuno di noi avrà mai il privilegio di vedere.

Penso che ho paura, una paura terribile che questo momento incantato in riva alle cascate finisca all'improvviso, che qualcosa me lo strappi via come mi è stato strappato via tutto.
Mi giro e guardo Huck ed ho la dolorosa, assoluta certezza che non rimarrà e per questo lo odio e disperatamente lo voglio.

Penso anche al povero diavolo di Hall Point, all'odore ferroso del sangue che gli sgorga da un foro la cui circolarità slabbrata mi affascina in una maniera morbosa, e penso a quello che ci ha detto, a me e a quell'altro povero diavolo di Lucifero (credo di avere un debole per i poveri diavoli, Dio mi perdoni), e so che non dormirò neanche questa notte, perché non riesco a levarmi di testa quello che ci ha detto, come se me lo avesse scolpito nel cuore o inciso nella carne.

Ci sono persone che non possono fare altro che male, nella vita,
ed un unico, definitivo gesto di bene.

(Le labbra di Huck. Un gesto di bene.) 

venerdì 21 giugno 2013

betraying the revolution

21 Giugno 2515
Bullfinch
New Hope Ranch


Casa. Sento mia madre canticchiare da basso ed il profumo di una torta che cuoce nel forno.
Mio padre sta inchiodando una trave sul tetto. Si rifiuta di farsi aiutare.
Deve ancora venire il giorno in cui Joseph Edwards non possa più prendersi cura del tetto di casa sua.
Io sono in camera mia, a casa. Casa. Casa. Casa. Mi rigiro la parola tra i denti finché non si svuota del suo significato. È solo un grumo di lettere senza senso. Tutto è un grumo di lettere senza senso.
Jack, Red.
So close and yet so far.
Chiudo gli occhi, stringo i pugni. L'unica cosa che ho voglia di fare è spaccare la faccia di entrambi.
Prenderli a pugni fino a vedere la carne maciullarsi e confondersi con le ossa bianche e fratturate.
Per un momento, un brevissimo momento di cui mi vergogno, li voglio morti entrambi.
Sarebbe semplice. Fin troppo semplice.
Così semplice che sento un vago formicolio allo stomaco.
Sono sdraiata sul letto, le dita intrecciate dietro la nuca. Seguo il ticchettare del martello di Pà sui chiodi.
Un giorno avrò abbastanza denaro da comperargli un tetto nuovo.
Dragan.
L'ho baciato sulla fronte. Gli ho detto che mi aveva salvato la vita e che non l'avrei dimenticato.
Una sorella, come Katerina.
Odio Jack così profondamente, così visceralmente che non riesco a respirare.
All'improvviso, mi sembra che tutta la stanza, tutto il pianeta, tutto l'universo non sia che pieno di un odio palpitante, che mi pulsa fra le tempie e grida per riversarsi all'esterno.
Devo stare calma.
Non riesco più neanche a ricordare il motivo per il quale mi sento così stupidamente fedele ai Dust Devils.
Ammettiamolo: sono dei terroristi ammazzabambini così come i Bounders sono dei pirati ammazzabambini.
Entrambi mi hanno dato una casa. Entrambi accolgono reietti, disperati, feccia.
Ma c'è qualcosa di paterno, e patetico, nello sguardo senz'amore di Jack Rooster.
Qualcosa che mi spingerebbe, ancora, ancora e ancora a prendermi una pallottola al posto suo.
Forse persino al posto di Red.
La guerra non c'entra niente. Non c'entrano niente i miei fratelli, né tutti i fratelli morti del mondo.
A volte vorrei soltanto essere abbastanza.

domenica 16 giugno 2013

never belong

18 Giugno 2515
All Saints
Safeport



Solo perché non portavi addosso il browncoat quando è accaduto,
non vuol dire che tu non sia colpevole tanto quanto noi.

Perduta, sradicata, smarrita.
Non appartengo a niente e a nessuno; non so cosa fare di me stessa e la voce di Dio non mi è mai sembrata più silenziosa di così.
Sterling e Ritter sono andati; che Dio li aiuti ad essere felici.
Mi aggiro per i corridoi vuoti della All Saints, cercando di sedare il rimpianto per aver lasciato la ciurma di Black. So di aver fatto la cosa giusta: non avrei mai più potuto guardarlo negli occhi dopo quello che ha fatto ad André e a Red. Probabilmente avrei cercato di ucciderlo e sarei morta nel tentativo.
Non vedo Jack da anni. So di non avere nessun obbligo nei suoi confronti, eppure.
Wright dice di ricordarsi di quanto fossi entusiasta del piano di Horyzon.
Lo ero davvero.
Mi sembra un milione di anni fa.
Mi chiedo cosa ne penserebbe Huck, se sapesse che anche io ho due bambini morti ammazzati sulla coscienza.
Siamo pari, good man.
Myar, la Shouye, il Ranch. Memorie di altri tempi. Chissà che fine ha fatto Roona Wilson. Non ne ho mai più saputo niente. Forse non avrei dovuto accettare l'incarico della Casa. Lucifero allungato sul divano, molesto come un bambino a cui vorrei spaccare la faccia.
Non bisognerebbe mai fare del male ai bambini.

Chi nuoce ad uno di questi piccoli, è meglio per lui che si metta una pietra al collo e venga gettato nel mare.

Amen.

(E se un Soldato è addestrato anche a morire, gli altri non lo sono. 
Non lo erano neanche i nostri.)

martedì 4 giugno 2013

your papa never told you about right and wrong

4 Giugno 2515
Baraccata
Safeport

Mi stringe le gambe, piange.
Sento gli sguardi della gente scivolarmi addosso, con una curiosità corrosiva che mi fa arrossire e venir voglia di spaccargli la faccia.
Ma l'ho già fatto.
Sento il sangue mescolarsi alle lacrime ed intridermi i pantaloni, mentre senza sapere perché gli accarezzo la testa come ad un gattino indifeso.
Non è un gattino indifeso.
È un verme.
La mano mi fa male ed ho paura di essermi frantumata qualche falange. Non avrei mai pensato di poterlo mandare a terra. Immagino che sia la classica fortuna dei principianti.
I capillari scoppiati riversano il loro sangue annerito sotto la pelle tesa delle nocche.
Non riesco ad aprire la mano e muovere le dita mi fa vedere le stelle.
Bel guaio.
È tutto un guaio, è tutto sbagliato, è tutto fuori posto.
Cosa mi aspettavo?
I mean, Joe fuckin' Black.
Non è certo famoso per le sue opere di carità.
Sei arrabbiata con lui o con te stessa per aver creduto alle favole che ti ha fatto ingoiare ed hai ingoiato?
Ti ha salvato la vita, ma questo non fa di lui una brava persona.
Fa di te una persona in debito, certo, ma quel debito puoi considerarlo saldato in qualsiasi momento.
Lo sai. Ogni giorno che passi nella famiglia di Joe Black, d'ora in avanti, sarà una tua libera scelta, di cui dovrai assumerti la responsabilità, di fronte a Dio e di fronte a te stessa. Di fronte alle vittime come Silver.
In fondo lo hai visto sollevare un uomo e spiaccicargli il cranio contro un muro.
Le brave persone non fanno questo, neppure per salvare una ragazza nei pasticci.
(Sono sempre nei pasticci)
Joe Black non è una brava persona.
(E io?)


martedì 21 maggio 2013

fede, speranza, amore

22 Maggio 2515
Madison Ranch
Tauron

Tutti vivi.

Sono tutti vivi quando Sterling e Ritter si guardano negli occhi come se fossero i primi e gli ultimi innamorati di tutta la storia di questa miserabile razza umana.
Sono tutti vivi quando Jack permette a Cuor di Panna di baciare la Puttana di Corona e sono tutti vivi quando 'cilia sgambetta fra gli ospiti come se la festa fosse tutta per lei - ed in fondo, lo è.
Sono tutti vivi quando guardo verso Wright e sua moglie e sono tutti vivi quando mi chiedo se Polly abbia quella brutta cera per colpa mia o se si sia imbattuto in qualche altro guaio.
Sono tutti vivi quando i miei piedi si staccano da terra ed Andre mi porta in giro come una bambina e sono ancora tutti vivi quando suona il pianoforte e si aprono  i regali e si ride e per un momento ci si dimentica di ieri e di domani.
Sono tutti vivi mentre i Bounders fanno i pagliacci anche quando non dovrebbero ed è bello, per un momento, guardare Joe Black e vederci solo un ragazzone troppo cresciuto che si prende cura della quattrenne più coraggiosa del 'Verse.
Sono tutti vivi mentre Huck ondeggia brillo sull'erba al fianco di Aileen, Aileen la bella, Aileen la fortunata.

Oggi sono tutti vivi ed oggi vivere non sembra così doloroso, ma oggi è già l'alba e mentre metto via questo vestito color lavanda e cerco la mia pistola, oggi mi ricordo che siamo tutti vivi, ma un domani saremo tutti morti e questa allegria spensierata e piena di pace per la quale vale la pena di vivere, domani sarà già andata via.