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domenica 15 dicembre 2013

there's something left


Bullfinch, 15.12.2515



Male è quando non si hanno armi da montare o si è distesi, ma non per dormire, se no... potrebbe andare meglio, certo, ma male non va. E essere ottimisti dovrebbe essere un obbligo... se no tanto vale arrendersi e non far morire altra gente. [...]
Se non saremo noi, saranno altri che verranno dopo. E se non sarà per un Rim libero, allora sarà per un Rim giusto. Il dolore e lo sfruttamento [...] li si capiscono sempre e sempre c'è chi non ci vuol stare. Allora ci sarà chi combatterà.

- Sundance Celsire 

martedì 10 dicembre 2013

wrong war

9 Dicembre 2515
Spazio
Vascello sconosciuto

È la guerra sbagliata, pensa mentre se ne sta con le dita intrecciate dietro la nuca, stesa su una brandina a bordo di un vascello confederato di cui non ricorda il nome, e che è venuto a pescarla in un campo di asteroidi dove la Renshaw è esplosa in mille pezzi proprio sotto alle sue mani.
Pensa ad Ivan Volkov e pensa che Jack avrebbe fatto lo stesso: forse sono fatti della stessa pasta. Se sia un bene o no, è tutto da dimostrare. Cerca di focalizzare il pensiero della sua morte. Il pod potrebbe essersi schiantato contro un asteroide o, peggio ancora, recuperato da una nave dell'Alleanza. Ivan potrebbe essere morto o desiderare di essere morto.
Lei sicuramente non si dimenticherà mai degli interminabili giorni passati a bordo del pod di salvataggio della Cecilia Carter, allo sbaraglio nello spazio profondo.
La scoperta allucinante è che non prova niente di specifico. Ivan Volkov è un buon soldato, un ottimo stratega, e soprattutto il suo capitano. E potrebbe essere morto. E lei non prova niente. Allora prova a pensare a tutti gli uomini e le donne che hanno trovato la salvezza sul Guardian Angel, e a tutti gli uomini e le donne che non hanno trovato la salvezza sul Guardian Angel. E non prova niente. Perché così va la vita, così va la guerra, e la scoperta è allucinante è che lei, tutto sommato, ci ha fatto il callo. Certo, l'immagine della pancia di Cortès aperta in due continua ad inseguirla nei suoi peggiori incubi. Certo, è felice che i suoi compagni siano vivi piuttosto che morti. Ma sa che se Moloko fosse morta e se fossero morti gli altri membri dell'equipaggio, e fosse stata solo lei a sopravvivere, sa, insomma, che sarebbe andata avanti in questa guerra, fino alla fine, fino alla prossima catastrofe.
Ma sa anche che è la guerra sbagliata. Per ogni uomo ci sono due possibili destini, e lei ha scelto quello sbagliato. Pensa ad Huck e lo stomaco le si stringe, insieme ad una manciata di muscoli sparsi nell'area pelvica. Pensa che avrebbe dovuto dargli ragione: prendere i suoi genitori, infilarli dentro una nave di Hall Point, partire, scappare, sposarsi e fare un bambino. Mettere su una famiglia e combattere l'unica guerra giusta: quella per essere felici.

giovedì 16 maggio 2013

would you betray the revolution?

13 Maggio 2514
All Saints
Spazio

Scivola via dalla plancia di pilotaggio, con lo stomaco in subbuglio e negli occhi ancora il riflesso del blu elettrico delle batterie laser che fendono la notte senza fine dello spazio.
Le gambe sono di gelatina e le caviglie sembrano improvvisamente troppo sottili per sostenerla in piedi.

-

Capitano Edwards,

il vascello pirata è stato distrutto.

Wolfe

-

Raggiunge la cabina e si assicura che la porta dietro di sé sia chiusa. Poi si precipita verso il cesso a vomitare succhi gastrici - non che abbia mangiato granché nelle ultime ventiquattro ore. 
Non riesce a respirare. La frustrazione le sta stringendo i polmoni dentro una morsa, consentendole di espanderli solo per metà. Si sente soffocare, iperventila. 
Si tira in piedi tenendosi aggrappata al lavandino. Nello specchio la colpisce il riflesso del crocifisso che ha comperato nuovo su Greenfield. Quell'altro, quell'altro lo ha regalato.
Se lo strappa di dosso e lo lascia cadere nel cesso. Scarica e se ne libera, lasciandolo a fluttuare nello spazio senza luce. Una manciata di granelli di legno sono caduti sul pavimento, come biglie abbandonate da bambini stufi del vecchio gioco.
Non riesce a respirare. Si sposta verso il letto ed affonda la testa nel cuscino. Non riesce a pensare.
Il vascello è stato distrutto. Wolfe non sarebbe mai tornato a fare da scorta alla All Saints se ci fossero stati dei sopravvissuti da catturare. Sono morti tutti. Chi c'era a bordo? Rooster e Wright senza dubbio.
Sterling, forse. Sterling che non vedrà più gli occhi della sua bambina.
Non riesce a respirare. È colpa sua. È tutta colpa sua. È maledetta da sempre e le persone che la amano vengono risucchiate in un gorgo di tragedie ed atrocità.
(la testa scoperchiata di Kirill, i suoi begli occhi celesti iniettati di sangue)
Perché, perché, perché in nome di Dio, perché io, perché loro, perché.
Che cosa ti ho fatto, cosa devo espiare, qual è la mia colpa.
Non riesce a respirare. I singhiozzi le mozzano il respiro. L'irregolare afflusso di ossigeno al cervello le fa vibrare in tutte le cellule del suo corpo una sensazione di allarme e pericolo imminente. 
Qual è il senso di tutta questa, di tutta questa sofferenza senza fine e senza redenzione.